Questa sala ospita un’introduzione all’ospitalità verso i pellegrini che si sviluppò circa due secoli dopo l’inizio dei pellegrinaggi, ovvero intorno al 1200. I grandi protagonisti di questo servizio furono gli ordini ospitalieri sorti in Terrasanta per assistere uomini e donne provati da duri mesi di viaggio.
Cosa c’entra la Lunigiana? Dominare in Lunigiana a quel tempo significava avere il controllo su un tratti fondamentale della Francigena, fonte di ricchezza derivante dalla riscossione dei dazi su una considerevole quantità di mercanti e contadini.

Un attore nei panni del Vescovo di Luni Enrico da Fucecchio ci racconta l’interessante storia e come si è formato il Codice. Il Codice, manoscritto pergamenaceo, è formato da quattro parti, un tempo distinte poi rilegate in epoche successive.

Il Codice oggi è proprietà del Capitolo dei Canonici di Luni-Sarzana ed è conservato nell’Archivio Capitolare presso la Biblioteca Niccolò V. In questa sala del museo è possibile osservare, sulla rappresentazione di un grande libro, le pagine manoscritte del codice originale di più di mille anni fa.

Questa sala è dedicata ai più piccoli. I castelli erano strutture preposte alla difesa che sorgevano sulle alture, alla congiunzione di fiume oppure in prossimità di una strada per controllarne il transito. Ma come era la struttura di un castello? Questa è una sala dove ci si diverte a ricostruire un castello: usando i mattoni come se fossero grossi lego si può seguire la traccia segnata sulla lavagna e ricostruire il castello di Porto Venere oppure sbizzarrirsi con la fantasia e ricreare il castello che si vuole.

La Lunigiana è una regione storica divisa tra due regioni: la Toscana e la Liguria. I suoi confini storici corrispondono alla diocesi di Luni, da cui prende il nome la Lunigiana, che dominava un vasto territorio della Val di Magra.
Il percorso museale della fortezza vi porterà alla scoperta di 65 dei castelli della Lunigiana che sono stati scelti e descritti nelle rispettive schede con tanto di foto e informazioni utili sul luogo e la loro storia. In due sale del museo verranno esposte 65 schede sopra degli espositori ad esse adibite. Dovrete soltanto scegliere quelli che più vi stimolano curiosità per potervi immergere, grazie ad un monitor che vedrete di fronte a voi, nella storia delle fortezze della Lunigiana

Se attraverso il percorso museale siete stanchi e volete sostare a riposarvi non vi preoccupate. Sedetevi sul trono che vedete di fronte a voi ma … attenzione, verrete subito ripresi dalla padrona del castello che sta organizzando una grande festa che si svolgerà nel cortile. Prendersi una pausa dal lavoro non è contemplato.

I preparativi per la festa si svolgono anche qui: nelle pentole stanno cuocendo bianco mangiare ed erbolata. Osservate più da vicino cosa bolle in pentola. In castelli come questo abitava anche il Vescovo-Conte, una parete interattiva mostra come venivano spartite le provviste tra il Signore e la sua corte.

Questa sala è uno studiolo quattrocentesco in cui è possibile consultare alcuni libri che potevano veramente trovarsi nella biblioteca di Tomaso di Campofregoso. Uno scrittoio medievale presenta un inventario che è possibile sfogliare e di cui si scoprono le annotazioni del bibliotecario. Nella libreria a parete magicamente si apriranno alcuni dei libri.

Questa è una sala ove viene allestita una parete damascata dietro la quale viene rappresentata una festa del tempo, con musici e danzatori. La festa nel cortile prosegue ininterrottamente: avvicinatevi e spiate da dietro uno spioncino cosa avviene durante la festa. Addentratevi nelle atmosfere di una vera e propria festa a corte, dei suoi intrattenimenti e della musica medievale che la caratterizza.


Dall’interno del castello alla campagna che lo circonda. In questa sala si possono indossare i panni di un villico, di un servo o di un signore e scattare una foto sullo sfondo di uno scenario d’eccezione. Scopriamo nel pannello interattivo quali sono gli obblighi di un contadino verso il suo signore nel medioevo.

Nel medioevo non esiste solo la vita all’interno di un borgo; in una sala speculare a quella precedente si apre uno scenario urbano. La città rende liberi; vestendo questa volta i panni di un villico liberato scopriamo quali sono le tappe dell’evoluzione di una città grazie al lavoro e alla partecipazione dei suoi abitanti.