Se attraverso il percorso museale siete stanchi e volete sostare a riposarvi non vi preoccupate. Sedetevi sul trono che vedete di fronte a voi ma … attenzione, verrete subito ripresi dalla padrona del castello che sta organizzando una grande festa che si svolgerà nel cortile. Prendersi una pausa dal lavoro non è contemplato.

I preparativi per la festa si svolgono anche qui: nelle pentole stanno cuocendo bianco mangiare ed erbolata. Osservate più da vicino cosa bolle in pentola. In castelli come questo abitava anche il Vescovo-Conte, una parete interattiva mostra come venivano spartite le provviste tra il Signore e la sua corte.

Questa sala è uno studiolo quattrocentesco in cui è possibile consultare alcuni libri che potevano veramente trovarsi nella biblioteca di Tomaso di Campofregoso. Uno scrittoio medievale presenta un inventario che è possibile sfogliare e di cui si scoprono le annotazioni del bibliotecario. Nella libreria a parete magicamente si apriranno alcuni dei libri.

Questa è una sala ove viene allestita una parete damascata dietro la quale viene rappresentata una festa del tempo, con musici e danzatori. La festa nel cortile prosegue ininterrottamente: avvicinatevi e spiate da dietro uno spioncino cosa avviene durante la festa. Addentratevi nelle atmosfere di una vera e propria festa a corte, dei suoi intrattenimenti e della musica medievale che la caratterizza.


Dall’interno del castello alla campagna che lo circonda. In questa sala si possono indossare i panni di un villico, di un servo o di un signore e scattare una foto sullo sfondo di uno scenario d’eccezione. Scopriamo nel pannello interattivo quali sono gli obblighi di un contadino verso il suo signore nel medioevo.

Nel medioevo non esiste solo la vita all’interno di un borgo; in una sala speculare a quella precedente si apre uno scenario urbano. La città rende liberi; vestendo questa volta i panni di un villico liberato scopriamo quali sono le tappe dell’evoluzione di una città grazie al lavoro e alla partecipazione dei suoi abitanti.

Una città non può definirsi tale senza un mercato. Sullo sfondo le ombre di coloro che animano il mercato: pescivendoli, commercianti, cestai, mercanti. Ma nei mercati avvengono anche episodi importanti, come la trattativa di una pace. A raccontarlo un attore che impersona niente meno che Dante Alighieri.

Un video a parete introduce il tema del commercio via mare di doppia natura: si spiega come la dimensione dei porti rispecchiasse la tipologia dei traffici. Le lunghe tratte tra Genova e il Mediterraneo e le brevi rotte di cabotaggio in tutti i piccoli porti della costa per lo scambio di merci di uso comune.

Attraverso il cabotaggio si mettevano in comunicazione diverse aree agricole del Tirreno, della Sardegna, della Corsica, del Lazio, della Campania e della Calabria dove si smerciavano anche i prodotti della terra.

Quattro ritratti di quattro protagonisti della storia della Lunigiana animano l’ambiente della sala. I ritratti di Castruccio Castracani, Spinetta Malaspina, Ludovico di Campofregoso e il Cardinale Calandri prendono vita e iniziano a raccontare ognuno la propria storia. Ciascuno di questi protagonisti lasciò una traccia nella storia del territorio, contribuendo ad edificare castelli, torri, città murate che tutt’ora rappresentano un unicum storico e territoriale, in Italia e in Europa.

Cosa succede nel 1452? Perché la caduta di Costantinopoli è importante per la storia di Sarzana? Perché Costantinopoli è stata la prima città assediata con l’artiglieria moderna in seguito alla quale cambieranno tutte le fortificazioni, comprese quelle della Lunigiana. La guerra e l’evoluzione dell’artiglieria diventano il tema principale del percorso, tematiche introdotte da una scenografia di 8 metri che riproduce le mura di Costantinopoli. La proiezione di un film sulla caduta di Costantinopoli e i contributi di storici e architetti militari completano il quadro spostando l’attenzione su Sarzana e sulla guerra che la coinvolse nel XV secolo.